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quando il fango...

C'era il raduno speleo a Casola la scorsa settimana. Il meeting è un incontro molto sentito dagli speleo di tutta la penisola, si reincontrano persone che arrivano da tutta Italia e che magari si vedono solo in quel momento.
Non sono mai stato entusiasta all'idea di partecipare, probabilmente perché ho sempre subito la folla ciarlante o forse perché semplicemente mi sento a disagio in contesti così particolari. Ho una mia idea, è vero. Parto dal presupposto che il raduno sia un covo di narcisisti e credo a questo punto, che sia un punto di partenza sbagliato.
Finivo quasi sempre ubriaco durante le vecchie edizioni, come se sentissi l'esigenza di dire mi sto divertendo, come se in realtà ci fossi ma volessi essere altrove, distante o al centro dell'attenzione.
(Forse) il narcisismo che vedevo negli altri era (anche) quello mio.

Sono partito mercoledì sera scorso in treno da Vicenza. Ho scelto, questa volta, di scegliere in perfetta autonomia e armonia con me stesso, dov…

Ad Maiora

Giovedì sta a metà della settimana, è un giorno dedicato a Giove. E’ un giorno buono per le esplorazioni e così…Sieson. A farla breve, Zeus o Giove che sia non ci ha portato fortuna (o forse sì??). Il meandro dove si stava scavando finisce in una forcella, a destra chiude in frana e bisognerebbe passare lunghe giornate a spostare sassi in un posto angusto. A sinistra invece si potrebbe forse cercare un bypass sotto ad un’altra frana ma, come per l’altro ramo, la sostanza non cambia. Si potrebbe continuare a scavare all’infinito ma abbiamo altro per la testa. Abbiamo tolto la linea e recuperato gli attrezzi di scavo che sicuramente ci serviranno in altri cantieri.
P.S.: ringraziamo l’anonimo gruppo di speleo che per molte uscite ci ha portato avanti il lavoro (senza dire una parola). Immagino che la loro frustrazione dopo essersi trovati in fondo a un meandro che perde l’aria tra i sassi sia stata tanta.  Partecipanti all’uscita: Filippo e Giancarlo Ad Maiora Filippo

un vuoto che senti, è ovunque e si nasconde

Nuovamente guardando il mondo a testa all'ingiù ieri ho camminato per molte ore nel buio di una grotta. Pareti fangose e sassi in bilico e aria che arriva da ogni parte, è l'ambiente cupo che ti accoglie. Non è una caverna e non è un abisso. E' un mistero ancora da svelare il blade runner, resti sospeso tra il fuori e dentro.
Hai l'impressione che ci sia qualcosa di più di un cunicolo, lo puoi sentire il vuoto.
E' ovunque e si nasconde.
Ritornerò per fare luce, ancora un po'.


cammini religiosi

Romea Vicetia Strata: un itinerario religioso e spiriturale che unisce le anime di un territorio. Nel tratto che va da Torrebelvicino a Vicenza c'è tutta la vita pulsante di una comunità che desidera farsi conoscere e riconoscere per ciò che è adesso prima ancora che per ciò che era un tempo. 33 Km per una traccia che è prima di tutto pellegrinaggio verso Roma e poi Gerusalemme.


dominio

Difficile capire perché.
GRATTA E SOGNA.
La vita ridotta ad un cumulo di nulla.

la speleologia è un miraggio

Non lo puoi descrivere perché il tuo corpo non sa spiegare cosa significhi trascorrere una giornata nelle viscere della terra. E' un emozione che mi sale dentro il cuore, l'adrenalina che si impossessa del mio pensare per un secondo appena. Ritrovo lucidità un attimo dopo. Striscio e cerco di appiattirmi. Faccio finta che lo stillicidio non esista. Uso una longe, due longe, tre longe se occorre. Senza staffa sarei ancora la sotto penso. Incredibile, dopo dieci anni sottoterra trovo una nuova misura per il pedale e una nuova posizione per il portasacco. Risparmio energia. Sento l'aria spingermi dentro l'egiziana e la sento differente quando con Paola e Giosué mi affaccio su un meandro attivo. E' innegabile, l'esperienza che ho accumulato in questi anni sta facendo la differenza. Mi piace essere lì ed esserci con loro. Dire loro a voce cosa possono fare mi aiuta a ripassare e a recuperare qualcosa che avevo messo da parte. Ricordo, prendo fiato. Mi tolgo l'im…

sale e scende che poi ti prende

Ecco. L'ho fatto. Dopo aver rimesso l'imbrago domenica scorsa è stata una settimana in crescendo. Mercoledì un giro in rana, giusto per stare ventre a terra e riprendere a sentire il freddo della roccia che penetra. Sabato un mini giro in palestra d'arrampicata, ritrovare un equilibrio fisico e mentale per poter passare in verticale certi punti difficili durante la progressione e infine ieri quando sommando tutto mi sono ritrovato ad una sessantina di metri dal suolo, sospeso su di una corda larga un centimetro ad iniziare nuovamente l'attività nel sottosuolo.
Lo Spiller è una grotta che si apre poco sotto la cima del Verena in Altopiano dei 7 Comuni. Ha una profondità di meno 395 metri nel punto massimo e varie diramazioni che ne fanno la cavità più importante del monte.
Eravamo in sette ieri e ci siamo divisi in due squadre, una in esplorazione verso il pozzo ottanta e una a fare pratica lungo la via principale. Io facevo parte della seconda e con me c'erano due …