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cercando le basi

Finalmente! Finalmente vado in cerca di grotte. Finalmente mi muovo camminando fuori dal sentiero cerco di leggere il territorio e gli indizi verso un nuovo abisso.
Stamani eravamo in tre e con la scusa di plachettare abbiamo esplorato i boschi di Tresche Conca.
Siamo a quota 1000 metri. C'accoglie un freddo pungente scendendo dall'auto. Probabilmente la temperatura è qualche grado sotto lo zero. Il sole non ha ancora riscaldato l'aria. Ci incamminiamo lungo il sentiero e sulla destra ci compare subito un campo solcato ben lavorato con tagli profondi qualche metro. Bello perché uno indica il campo, uno dice vado a vederlo da sopra e uno scopre il primo ingresso.



La rana dalla bocca larga

La rana è una grotta dalla bocca larga. Avvicinandosi all'ingresso quando fa freddo o quando fa caldo puoi sentirla respirare. Non il rumore ma il vento sulla pelle ti fa capire che è viva più che mai.

Domenica eravamo in 11, accompagnavamo il gruppo dell'alpinismo giovanile a scoprire il lato buio della montagna. Per qualcuno era la prima volta per cui tutto era nuovo e misterioso.

E si sa che andando in grotta alcune paure o emozioni ancestrali le devi superare: il buio, il tempo, l'estraneità di un mondo che pare completamente diverso, ma estremamente familiare, sono solo alcuni degli stati d'animo che ti aspettano al varco.

La ricompensa, almeno per me, è lo stupore, la magia e la scienza che gli elementi naturali ti trasmettono fino a dentro, fino in fondo ai ricordi, quasi come si stava in pancia di mamma.

La distanza percorsa è relativa in grotta. Con i bimbi, benché alcuni fossero già cresciuti, si deve fare attenzione a tutto. Distrarsi è facile, sia per me ch…

quando il fango...

C'era il raduno speleo a Casola la scorsa settimana. Il meeting è un incontro molto sentito dagli speleo di tutta la penisola, si reincontrano persone che arrivano da tutta Italia e che magari si vedono solo in quel momento.
Non sono mai stato entusiasta all'idea di partecipare, probabilmente perché ho sempre subito la folla ciarlante o forse perché semplicemente mi sento a disagio in contesti così particolari. Ho una mia idea, è vero. Parto dal presupposto che il raduno sia un covo di narcisisti e credo a questo punto, che sia un punto di partenza sbagliato.
Finivo quasi sempre ubriaco durante le vecchie edizioni, come se sentissi l'esigenza di dire mi sto divertendo, come se in realtà ci fossi ma volessi essere altrove, distante o al centro dell'attenzione.
(Forse) il narcisismo che vedevo negli altri era (anche) quello mio.

Sono partito mercoledì sera scorso in treno da Vicenza. Ho scelto, questa volta, di scegliere in perfetta autonomia e armonia con me stesso, dov…

Ad Maiora

Giovedì sta a metà della settimana, è un giorno dedicato a Giove. E’ un giorno buono per le esplorazioni e così…Sieson. A farla breve, Zeus o Giove che sia non ci ha portato fortuna (o forse sì??). Il meandro dove si stava scavando finisce in una forcella, a destra chiude in frana e bisognerebbe passare lunghe giornate a spostare sassi in un posto angusto. A sinistra invece si potrebbe forse cercare un bypass sotto ad un’altra frana ma, come per l’altro ramo, la sostanza non cambia. Si potrebbe continuare a scavare all’infinito ma abbiamo altro per la testa. Abbiamo tolto la linea e recuperato gli attrezzi di scavo che sicuramente ci serviranno in altri cantieri.
P.S.: ringraziamo l’anonimo gruppo di speleo che per molte uscite ci ha portato avanti il lavoro (senza dire una parola). Immagino che la loro frustrazione dopo essersi trovati in fondo a un meandro che perde l’aria tra i sassi sia stata tanta.  Partecipanti all’uscita: Filippo e Giancarlo Ad Maiora Filippo

un vuoto che senti, è ovunque e si nasconde

Nuovamente guardando il mondo a testa all'ingiù ieri ho camminato per molte ore nel buio di una grotta. Pareti fangose e sassi in bilico e aria che arriva da ogni parte, è l'ambiente cupo che ti accoglie. Non è una caverna e non è un abisso. E' un mistero ancora da svelare il blade runner, resti sospeso tra il fuori e dentro.
Hai l'impressione che ci sia qualcosa di più di un cunicolo, lo puoi sentire il vuoto.
E' ovunque e si nasconde.
Ritornerò per fare luce, ancora un po'.


cammini religiosi

Romea Vicetia Strata: un itinerario religioso e spiriturale che unisce le anime di un territorio. Nel tratto che va da Torrebelvicino a Vicenza c'è tutta la vita pulsante di una comunità che desidera farsi conoscere e riconoscere per ciò che è adesso prima ancora che per ciò che era un tempo. 33 Km per una traccia che è prima di tutto pellegrinaggio verso Roma e poi Gerusalemme.